messina curva glenn La sfida appena conclusa tra Messina e Catania, il non-derby, ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi giallorossi. Il risultato è rocambolesco: il Messina costruisce e conclude, il Catania segna e vince.
La settimana scorre all’insegna del controsenso per quel che riguarda gli “Spacchiusi” Catanesi.

Il non-derby, ci racconta Lo Monaco. Talmente poco derby che del Catania non parla nessuno se non l'ex patron giallorosso. “Non è un derby ma una partita come le altre. Il nostro derby è contro il Palermo”, dice PLM, togliendosi ancora una volta sassolini dalla scarpa nei confronti di questo e quello. Ce n’è per tutti: da Pitino a Proto, passando dai soliti commenti al pubblico di Messina e all’impossibilità di fare calcio in città. Ascoltando queste parole durante la conferenza pre-non-derby, sorgono spontanee alcune considerazioni:

1) A mister PLM brucia tanto il suo (e soltanto suo, da buon padre padrone qual è) fallimento a Messina, talmente tanto che ogni volta che ci incontra ha il sangue agli occhi e provoca; ma non è un derby.
2) Mister PLM è impreparato sulla storia calcistica siciliana. Come del resto i suoi Spacchiusi tifosi.

Neanche per i tifosi catanesi è derby e per dimostrarlo si incontrano con la squadra e chiedono la vittoria, con tanto di striscione esposto con scritto “MASSACRIAMOLI”. EMASSACRIAMOLI raggiungono addirittura il San Filippo alle 2 della mattina precedente il match, attaccando striscioni contro Proto e i messinesi e “spacchiandosi” sui social per il bellissimo e coraggiosissimo gesto. Vaglielo a spiegare che il Franco Scoglio si trova fuori città, vicino lo svincolo autostradale e in una zona periferica quasi del tutto disabitata, ad eccezione di una piccola abitazione rurale posta a qualche centinaio di metri in linea d'aria e abbarbicata sulle pendici del monte. E per il secondo anno di fila, gli Spacchiusi si spacchiano nel deserto, di notte. Del tipo “Ti piace vincere facile?”. Contenti loro.

Andiamo al punto due di cui sopra. PLM e i suoi tifosi non conoscono la storia calcistica siciliana. Il Messina FC, fondato giorno 1 dicembre del 1900, è il secondo club calcistico della Sicilia, dopo l'Anglo-Panormitan fondato giorno 1 novembre dello stesso anno. Il primo incontro tra squadre siciliane fu il derby fra Palermo e Messina del 18 aprile 1901. Si trattò di un'amichevole fra Anglo-Panormitan Athletic and Foot-Ball Club e Messina Football Club, terminato col risultato di 3-2 per i palermitani. Il Catania nasceva soltanto 7 anni dopo, nel 1908.
Se non basta questo a indicare il derby Messina – Palermo come l’originale derby siciliano in assoluto e si considerano le statistiche, un altro dettaglio sconfessa la dichiarazione dei rossoblù: è Messina – Catania la sfida più giocata in Sicilia. 86 incontri tra le due compagini, inclusa la partita di ieri. Segue Catania – Palermo con 84 e la più antica sfida siciliana tra Messina e Palermo è al terzo posto con 67 incontri disputati (la classifica non tiene conto di Marsala - Trapani, 106 incontri, la maggior parte dei quali però in serie dilettantistiche).

Per Pozzebiondo, tornato umile e castano a Catania, la partita invece è sentita. Finalmente qualcuno che dice la verità in un mondo ipocrita e incoerente. Almeno da lui ci si aspetta coerenza, visto che qualche settimana fa picchiava i giocatori della Reggina…metaforicamente, sia chiaro. E Demiro infatti, rispettosamente, annuncia che se dovesse segnare non esulterà. DFB IMG 1488196157639’altronde, quelli sono i suoi ex compagni di qualche settimana fa, i suoi ex tifosi… capiamo la difficoltà e apprezziamo la gratitudine dell’ancora sconosciuto bomber. Ma aspetta un secondo soltanto: al minuto 75, cross al centro per la testa di Pozzebon che infila la disattenta retroguardia messinese. Ma che fa? Corre come un pazzo con le mani alle orecchie sotto la curva del Catania? Ma aspetta… Demiro avevi detto che…boh!

 

In casa Messina si conosce l’importanza della partita, della storia, del rispetto per l’avversario. Ecco come i tifosi del Messina si distinguono dai rivali catanesi con estrema sportività. Per noi è derby, c’è fascino, c’è sfottò ma rispetto. Nelle ultime settimane è venuto a mancare uno dei capi storici del tifo organizzato a Catania, Ciccio Famoso, omaggiato dalla Curva Sud Messina con uno striscione (a onor del vero, gesto molto apprezzato dai supporters rossoblù).FB IMG 1488218599476 Il cambio societario, il rischio del fallimento scongiurato, punti di penalizzazione in arrivo, disastri ereditati dalle gestioni di questi ultimi 10 anni (ancora oggi continuano a uscire allo scoperto i creditori della gestione del Mago dei Conti PLM, alla stregua dei suoi predecessori), connessioni tra strutture e trasporti da ripristinare, stadio e manto erboso totalmente trascurati (di ieri la segnalazione ad opera del nostro fotografo Antonio Abbate; il percorso che porta i fotografi al rettangolo di gioco è ancora da bonificare, rendendo pericoloso il passaggio agli addetti ai lavori); questa l’ultima settimana giallorossa invece, con la nuova società chiamata all’impresa di sistemare tutto il sistemabile entro questo importante appuntamento. E i ragazzi?

I giocatori hanno fatto tutto quel che potevano fare in quest’annata disgraziata e per questo, per la prima volta probabilmente nella nostra storia e nella storia dei derby, vengono applauditi a fine match nonostante la sconfitta. Qualche malumore dei soliti tifosi da tastiera sui social, i quali rumoreggiano per le responsabilità di Da Silva (ingenuo, stanco ma col cuore) e Milinkovic. Quest’ultimo il più bersagliato, rimproverato dai più per il mancato passaggio a Foresta. La scelta è sicuramente sbagliata, David vuol far tutto da solo come del resto ogni campione vorrebbe fare in quelle occasioni. Vogliamo ricordare, ad onor del vero però, che l’azione successiva David il pallone lo passa a Rea, il quale sbaglia dalla stessa posizione in cui si sarebbe trovato Foresta l’occasione prima. Della serie “Quannu non è iunnata….”. In giornata invece Handanovic-Pisseri ma non Lucarelli, il quale si assume qualche responsabilità in conferenza e chiama in causa il Dio Pallone, colpevole per tanto, troppo tempo di aver voltato le spalle a questa città.


Ma noi ce ne freghiamo anche di lui, convinti che prima o poi riusciremo a rialzare la tesa e a riprendere il lustro che Zancle prima, Messana e Messina dopo hanno avuto nei secoli dei secoli nel Mare Nostrum, quando il villaggio ai piedi dell'Etna era ancora in legno e paglia.

Perché noi siamo la storia. Perché noi siamo la Sicilia. Perché noi siamo l'Acr Messina 1900.

Perché noi siamo i Messinesi. E i Messinesi non muoiono mai.

 

Francesco Tirrito

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