Me Aci SciottoCon il Comunicato numero 8 arrivano le dimissioni del presidente Sciotto:

"Sono deluso per la sconfitta interna con l’Acireale, ennesimo episodio sfortunato di questo inizio di stagione. Avevo fondato questa società con amore e passione, pensando di riuscire ad ottenere anche nel calcio i risultati conquistati nell’arco della mia brillante carriera imprenditoriale. Nell’interesse esclusivo dello sport

e della città di Messina.

Non ci sono riuscito, e sono il primo ad esserne dispiaciuto. Forse (e senza forse) più degli stessi tifosi del Messina. Ritengo, inoltre, di essere io il primo tifoso di questo glorioso club. L’ho dimostrato con le enormi spese affrontate fino a questo momento (400mila euro), con la delusione per i risultati negativi. Dico questo per chiarezza verso tutti i sostenitori del Messina.

Sono amareggiato per i cori ricevuti dai tifosi nel corso della partita e dopo il triplice fischio, insulti che mi feriscono nel profondo. Evidentemente non sono stati compresi tutti gli sforzi da me profusi in questi mesi. Non merito questo atteggiamento ostile e offensivo, Me Aci StriscioneSciotto2un trattamento che mi ha fatto perdere l’entusiasmo per questa avventura. Si possono capire e giustificare le contestazioni, mai gli insulti. Soprattutto nei confronti della mia persona, dopo aver dato tutto me stesso per la rinascita del calcio messinese. Anche senza riuscirci, purtroppo.

Ne conseguono pertanto, come atto dovuto, le mie dimissioni immediate e irrevocabili. Aspetto dunque che qualcuno tra i tifosi o tra gli imprenditori cittadini si faccia avanti per prendere il mio posto nell’interesse del calcio messinese e della città. Lo stesso appello lo rivolgo all’amministrazione comunale nella figura del sindaco. Da oggi è indetto il silenzio stampa per tutti i tesserati della società.

Ringrazio infine il tecnico Antonio Venuto, il suo staff e tutti i giocatori per il lavoro svolto fino ad oggi. Forza Messina. Sempre e comunque."

Dott. Pietro SciottoMe Aci SciottoArrabiato

Queste dimissioni erano nell'aria per quanto accaduto durante e nel fine partita con contestazioni dirette al presidente. Lo stesso presidente che, a differenza di chi aveva tenuto la prima squadra cittadina negli ultimi mesi, aveva messo oltre che la faccia anche i soldi, quelli veri, non certo quelli millantati dai proprietari dell'altro Acr Messina, quelli che dicevano di aver pagato stipendi e tante spese, ma che in verità non avevano uscito un soldo di tasca loro.

Questo, forse, dovevano ricordare quei pochi in curva. Far scappare il catanese Lo Monaco colpito da un gesto violento contro la sua famiglia, attaccare per nove mesi il gruppo Stracuzzi, vantare soldi, organizzazione a quelli che (Proto-Manfredi-Fiumanò-Formisano), in realtà, negli ultimi mesi dello scorso anno calcistico hanno portato solo il completo fallimento del calcio professionistico a Messina, ha portato a questo nuovo smacco, anche Sciotto lascia.

Forse sarebbe il maso di cominciare a fare il "mea culpa" e stavolta tutti, nessuno escluso.

Non vorremmo che, alla fine, in tutto questo ci sia stato un disegno prestabilito e non sarà certo per "amore della maglia".

Foto: Paolo Furrer

 

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