Vibonese Me TifosiMe Termina nel migliore dei modi la stagione giallorossa 2016/2017. Il Messina è salvo, nonostante un campionato sofferto in cui i valori in campo sono stati spesso offuscati da vicende extra-sportive, volte a minare la ormai compromessa stabilità dei tifosi messinesi. L'anno appena concluso lascia l'amaro in bocca sotto tanti

punti di vista. Proviamo a ricostruire quel che è stato e quel che poteva essere.

La stagione 2015/2016 aveva regalato il settimo posto in Lega Pro girone C ad una squadra costruita in una settimana e che vantava grinta, classe ma...per vicende che col calcio c'entrano ben poco, è stato deciso di azzerare l'ottima ossatura, ricreando un collettivo tecnico coadiuvati dal duo Tosto-Bertotto. Con il tecnico ex-Udinese, il Messina comincia a giocare a calcio e a ottenere risultati in Coppa, grazie agli intelligenti innesti del Ds Tosto. Ma proprio dai problemi con quest'ultimo, arriva il primo crak stagionale: a soli 10 giorni dall'inizio del campionato, il Ds viene sollevato dall'incarico. L'allora presidente Stracuzzi avrebbe dichiarato che il rapporto con Tosto è stato incrinato da "accordi poco ortodossi, volti ad agevolare la sua figura e non a potenziare l'organico". Di conseguenza, il tecnico Bertotto è costretto a salutare la città dello Stretto, lasciando il malinconico segno in una squadra che per lui stravedeva. Gli addii di Tosto e Bertotto si aggiungono al precedente del neo-Dg Villari, colpevole secondo l'ex dirigenza di aver stipulato accordi disastrosi per l'Acr Messina, in primis quello con l'agenzia di marketing pistoiese "L'arte dello sport". Stracuzzi comincia a rendersi conto, tardivamente, che l'ossatura tecnico/dirigenziale da lui ideata in estate fa acqua da tutte le parti: il Dg Villari, dimessosi, viene sostituito soltanto in un secondo momento con il contestatissimo Enrico Ceniccola; il ruolo di Ds, seppur sulla carta Responsabile dell'Area Tecnica, è affidato a Pasquale Leonardo, il quale a sua volta si interfaccia con il nuovo tecnico Sasà Marra per gli innesti degli ultimi giorni di mercato estivo. Il tecnico Marra viene affiancato in panchina da Enrico Buonocore in quella che sembra essere più un'operazione simpatia che non la vera e propria soluzione alla rivoluzione estiva. Il tecnico campano utilizza un modulo totalmente diverso rispetto al suo predecessore, il 3-5-2 contro il 4-3-3 per cui il Messina è stato costruito. Dopo un ritiro estivo in cui si studiano geometrie e schemi, ritrovarsi in una concezione calcistica totalmente diversa ha causato confusione nella testa dei giocatori. Da qui il bisogno di rimpolpare la rosa, con gli innesti di Capua, Marseglia ma anche di tanti giovani che, oggettivamente e senza far nomi, hanno apportato poca sostanza alla causa giallorossa. Tra l'incredulità generale, la piazza (di cui una piccola porzione già in contestazione da Marzo 2016, in seguito all'allontanamento dall'allora organigramma societario dei vari Manfredi, Argurio, Fiumanò, ecc...) si spacca: la maggior parte dei club da fiducia alla dirigenza, dopo non pochi incontri chiarificatori. Lo stesso Stracuzzi accusa "aria viziata" già dalla scorsa stagione: "in un clima di serenità maggiore, la società avrebbe potuto agire con minore pressione e riducendo al minimo gli errori compiuti". L'esonero di Marra, le cui responsabilità sono relativamente poche, regala ai messinesi il nuovo mister e futuro trascinatore Cristiano Lucarelli, probabilmente nel tentativo di apporre una pezza con uno dei pezzi più pregiati del "pacchetto" allenatori di Lega Pro. Stracuzzi si aspettava una pazienza diversa dalla piazza, avendone a cuore le sorti sportive e cercando di rimediare agli errori commessi; pazienza che i tifosi, reduci da 10 anni di sofferenze in campi polverosi, non hanno più. Da qui alla contestazione il passo è incerto, lento ma inesorabile. A gennaio la rottura è definitiva: #StracuzziVattene e #LiberateIlMessina sono gli hashtag più utilizzati dagli stanchi sostenitori del Messina. La goccia che fra traboccare il vaso arriva giorno 16 Febbraio, l'ultimo termine utile per il pagamento delle mensilità di Novembre-Dicembre: i giocatori e lo staff tecnico al gran completo marciano verso i Cantieri Dea di proprietà del capitano Natale Stracuzzi, a cui vanno via via unendosi i tifosi più delusi. Il Messina verrà in seguito deferito e verrà penalizzato di 2 punti dalla classifica. Voci di corridoio vedrebbero Stracuzzi svincolare i propri fondi personali per non lasciare la società con penalizzazioni: il capitano sarebbe stato successivamente bloccato dalla sua famiglia, lasciando il compito a chi sarebbe subentrato.

Calabresi, Massoni, Americani, Belgi e chissà quante altre cordarte ancora avrebbero avvicinato il Messina. Nobile tentativo di riportare il Messina in alto? Passione e cuore? Oppure si nascondeva chissà quale recondito fine dietro queste trattative? Non lo sapremo mai, in quanto la piazza ha scelto il dottor Proto, imprenditore di Troina che da Luglio insegue la biancoscudata. La scelta è sicuramente dovuta all'entourage che sta dietro alla figura dell'imprenditore ennese, composto esattamente dall'ex struttura societaria dell'annata 2016: Manfredi torna ad occuparsi del ruolo delicato di Direttore Generale, Fiumanò all'area marketing. Con Proto si avvicina al Messina anche Pitino, ex Ds dell'Atletico Catania dei sogni, che andrà a cooperare con il confermato Leonardo. La nuova società si adopera da subito per ridare lustro all'immagine dell'Acr Messina, impegnandosi anche in progetti ambiziosi come il tentativo di ristrutturazione del Giovanni Celeste. Il debito si aggira intorno ai 3 milioni di euro, cifra che la nuova gestione starebbe cercando di diluire con un piano di rientro. L'argomento fideiussione è spinoso; al Tribunale Nazionale si discute, nella giornata odierna, la penalizzazione a cui andrà incontro il Messina: Gravina, il presidente di Lega Pro, assicura che saranno soltanto 2 i punti che verranno sottratti dalla classifica dei biancoscudati. Le responsabilità della vecchia gestione riguardo l'argomento, la leggerezza dei nuovi acquirenti, allo stato attuale nulla di tutto ciò ha più importanza: il Messina è salvo sul campo con ben 5 punti di vantaggio rispetto al quintultimo posto (7, escludendo il -2 degli stipendi).

La strada da Vibo a Messina è colorata di giallorosso, Stretto compreso. Il presidente Proto, con il sorriso e la gioia di un bimbo davanti al suo giocattolo preferito, incontra i tifosi sulla nave...e la distinzione tra tifoso e presidente si perde tra un abbraccio e un saltello, passando per il "noi saremo sempre là dove il Messina giocherà" cantato a squarciagola arrampicato agli oltre 500 tifosi festanti.

Sul traghetto si chiede un grande Messina, perchè i tifosi sono stanchi di soffrire. E il presidente, mandando a quel paese i propositi di normalità tanto decantati all'inizio della sua avventura di qualche mese fa, partecipa al "torneremo in serie B" in stile ultrà.

Presidente Proto, eravamo lì, accanto a Lei: la gioia e la convinzione in quel che cantava l'abbiamo vista tutti. "Messina è una polveriera in attesa di esplodere", diceva il compianto Mino Licordari, e Lei ne ha visto appena la miccia e ne è stato travolto. Mister e ragazzi sono pronti a sentire il boato.

Presidente, l'accendiamo?

 

Francesco Tirrito

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