IMG 20170405 WA0140 Gli ultimi 10 anni di "pallone" sono stati i peggiori della storia calcistica peloritana. Traghettatori, imprenditori del malaffare, fallimenti pilotati, partite truccate, denunce, inchieste e tanto altro ancora. Il tutto condito da disastri sportivi, batoste in casa, batoste in paesini dimenticati da Cristo che per un effimero momento assaggiano la notorietà proprio contro il Messina.

 

Il 14 luglio 2017 arriva la batosta più brutta, più forte, più scottante. Quella che porta i tifosi, stanchi, frustrati e umiliati a dire BASTA. Basta raccogliere umiliazioni, basta prese in giro, basta improvvisazione, basta porcherie con la nostra maglia e la nostra passione.
Il tifoso medio, me compreso, ha capito il 14 luglio che a Messina non esiste una classe imprenditoriale in grado di far calcio adeguatamente...così come non esiste una classe politica in grado di fare scelte di buon senso (vedi Stadio San Filippo...mah!). A questo punto, è inutile continuare a far progetti ingenui e superficiali se non si hanno le capacità. Bisogna essere umili e conoscere i propri limiti.

Qualche settimana dopo la batosta del duo Proto - Manfredi, i fautori dell'ultimo fallimento e della conseguente retrocessione in D (ndr. a proposito di malaffare: che fine hanno fatto gli abbonamenti da rimborsare? E perché l'Acr fallita è stata iscritta in terza categoria?), si fa avanti Pietro Sciotto, imprenditore delle auto che riparte esattamente dalle stesse condizioni delle gestioni precedenti: l'improvvisazione e, permettetemi, anche un po' della proverbiale presunzione alla messinese.
Il presidente Sciotto ha promesso risultati, la B in 3 anni, una squadra fortissima ammazza-campionato...e invece semu sempri cca, ultimo posto in classifica e schiaffoni anche dalla "cittanoveche?".
Ora l'arrivo di Ferrigno dovrebbe assicurare l'approdo in giallorosso di giocatori di spessore...anche se il mercato è ormai chiuso e si spera in qualche "scarto" di lusso. Vabbè.

Presidente Sciotto a Lei mi rivolgo. Non Le ha ordinato il medico di comprare il Messina; anzi Lei, da buon tifoso quale sicuramente sarà, ha voluto continuare il progetto calcistico. Ma badi bene, non si può improvvisare. Né nel calcio, né in politica (e qui mi riferisco ai vari consiglieri comunali che non si capisce da che parte stiano, ostacolando qualsiasi buona trovata utilizzando il criterio del "no-sense").

Il Messinese ha il diritto di sentirsi orgoglioso della propria città, delle proprie risorse, della propria squadra di calcio. C'è gente che giornalmente lotta per ridare lustro a una città troppo sfortunata. In questo modo vanificate il lavoro di chi ci crede, di chi ama Messina...proprio come me.

Perciò signori, basta improvvisare. Se sapete, fate. Se non sapete...per favore chiudete e andate a casa. Tutti.

Di improvvisazione si muore.
MESSINA STA MORENDO.

 

Francesco Tirrito

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