1504764717425.jpg altre devastazioni allo stadio scoglio  L'idea era stata di Lo Monaco: realizzare un locale Radio/TV ufficiale tramite il quale la società e i suoi tesserati avrebbero potuto restare in contatto h24 con i tifosi al seguito della Biancoscudata. Il San Filippo, con le sue innumerevoli e spoglie stanze, ben si presta a questo tipo di iniziative. Lo schianto contro il muro della D della gestione Lo Monaco impedisce la partenza di questo progetto,

rinviato all'anno successivo con l'avvento di Stracuzzi e soci. Finalmente, dunque, il progetto ha inizio: Radio Night approda al San Filippo nella stanzetta voluta da PLM.

Era soltanto uno sgabuzzino. I pannelli colorati erano saltati, la mobilia distrutta e accatastata contro le pareti, muffa e umidità, insetti e...basta così, rende l'idea.

L'impegno (economico e fisico) dei "ragazzetti" di Radio Night nel rendere fruibile e attrezzare l'area ha dell'incredibile. Tutto vano, soldi al vento, perle ai porci. A distanza di qualche mese dall'ultima volta, il San Filippo è nuovamente distrutto in tutte le sue parti, stanze e stanzini. Addirittura risultano scomparsi i trofei dell'Fc dei rimpianti, nonché parti di moquette o mobilia. E i cittadini, ingenui o male informati che siano, ancora una volta vengono supercazzolati: la colpa è dei concerti, accordo scarso; oppure del sindaco scalzo. Quanta confusione viene generata dai venditori di frottole, quanta disinformazione. Eppure, basterebbe collegare i punti per capire come stanno le cose. Già l'anno scorso, durante la gestione Stracuzzi e post-dimissioni del trio Manfredi-Formisano-Fiumanò, a ridosso dell'iscrizione al campionato veniva manomesso (distrutto sarebbe forse il termine più adeguato) l'impianto del Gos. Esattamente quel che impediva all'allora società di completare l'iscrizione. Precisamente come quest'anno (ndr, Franco Scoglio dichiarato inagibile dalle autorità, verosimile l'ipotesi "porte chiuse"). Nulla di nuovo, dunque. E per coloro che subentrano in questo mondo, per tutti coloro i quali ragionano in termini di collaborazione e progettazione, lo stomaco si aggroviglia e si ribella. Per alcuni a Messina le cose funzionano così: non riesco nel mio intento? Allora distruggo e faccio in modo che non riesca nessun altro. In questo caso, secondo il mio modesto modo di vedere le cose, il diavolo non mangia le cozze con le mani ma con la forchetta, in giacca e cravatta anziché scalzo e tibetano, con lo scettro del comando insanguinato di vite e sogni spezzati.

Ma non sarà sempre così, le cose cambiano e i nodi, prima o poi, arriveranno al pettine. Il San Filippo è casa mia, è casa dei tifosi, è casa dei Messinesi.

Voi non siete Messinesi, voi siete feccia. E prima o poi la maschera che portate cadrà, lasciandovi soli sulle vostre macerie.

E Messina si riprenderà, alla faccia vostra.

 

Francesco Tirrito

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