messina curva glenn La situazione Messina sembra dover scoppiare da un momento all'altro, anzi grazie al dovere-diritto di cronaca ed ai social network, in questi giorni, stiamo dando a tutta l'italia e forse a tutto il mondo, un'immagine di Messina e, soprattutto, della Messina sportiva quanto più negativa possibile.  Noi vorremmo essere o cercare di essere imparziali, è vero che non è facile per nessuno sapere ciò che si dice nelle segrete stanze o tra quattro mura, persino nell'incontro tra due sole persone, ognuna delle due uscendo darà la sua personale versione, ma è anche vero che ci si debba attenere ai fatti alle azioni che poi ne scaturiscono.
Ed allora, cerchiamo di fare una cronistoria degli ultimi tormentati giorni. Da una parte i soci del Messina, squadra attualmente fuori dalla zona play out, uomini (è bene sottolinearlo) che possono aver commesso degli errori, anzi che li hanno certamente commessi, magari fidandosi delle persone sbagliate, magari credendo di poter far rinascere un grande Messina sperando di riportare così la gente allo stadio, non i 40 mila, non i 20 mila, ma quello zoccolo duro che fino ad una decina d'anni fa era costituito da 6/7 mila tifosi, sapendo, comunque, di doverci, intanto, rimettere di tasca propria e non certo di guadagnarci. Quei soci, illusi, si son trovati con una realtà diversa ed oggi ne pagano lo scotto, uno scotto fatto di debiti accumulati da loro ma per la maggior parte da chi li ha preceduti: Di Lullo, Di Mascio e Chierichella, Martorano, Manfredi e, per finire, Lo Monaco. A questo punto, un'unica alternativa: cedere. Cedere si, ma a chi? Difficile trovare pretendenti, nonostante la ricerca costante, poi arriva Massone che voci di corridoio collegano ad imprenditori italo americani (Jacob, Saccà?), ma le ricerche sul web declassano l'avvocato romano ad avventuriero, così come sarebbe anche per Proto, il web non è gentile nemmeno con lui e per ultimi arriva un gruppo di imprenditori calabresi affascinati dall'idea di poter far calcio in una grande città come Messina. E veniamo ad oggi, quasi si sta per concludere con Proto, ma l'ennese, per l'ennesima volta(scusate l'assonanza), rifiuta di prendersi le quote, preferisce l'affitto a costo zero. Ed i calabresi? Beh, loro oggi erano venuti a Messina con l'intento di pagare gli stipendi, ma si son trovati davanti un muro quando sono stati informati che c'era già chi aveva acquisito (?) la società. E poi, i precetti in Lega fatti da impensabili soggetti, gli insulti alla moglie del presidente davanti al cantiere, i giocatori invitati ad abbandonare l'allenamento e ad andare a protestare, tutti questi sono indizi che portano alla fine, ma non illudiamoci, la colpa è di tutti, nessuno escluso, ognuno con la sua piccola o grande percentuale, ma è di tutti noi., inesperti, personaggi loschi, arrivisti.

UN TIFOSO

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