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MESSINA - Il "chiarimento" di Roma tra la proprietà e il collaboratore esterno Fabiani ha partorito anche il siluramento del collega Reno De Benedetto, reo chissà di quale efferato delitto. Ora, senza entrare nel merito della decisione, che può apparire un po' schizofrenica, va subito detto che l'allontanamento dell'addetto stampa dell'Acr Messina colpisce soprattutto perchè inaspettato. Conosciamo la professionalità di Reno e ci piacerebbe capire qual è stato il vero motivo che ha portato al divorzio. Eppure, nel calderone delle "cose da chiarire" dopo la sortita di Arturo Di Napoli (che si riferiva ad altre cose) c'è finito lui, l'addetto stampa.
Il presidente Di Lullo dice solo: "E' stata una decisione inevitabile. Fa parte della riorganizzazione all'interno della società. Ora saremo più presenti in città, faremo qualche sacrificio in più. Anche Fabiani ha garantito la massima disponibilità. Quindi è tutto a posto".
Già, tutto sistemato, cuoco compreso. Ma se la gestione dell'ufficio stampa (forse per qualche comunicato ritenuto poco effervescente) era diventato un problema, noi non ce ne siamo accorti. Se poi vuoi snaturare un giornalista, allora le strade si dividono. Ora avanti il prossimo. Ma qualcuno a Roma, caro Reno, stavolta ha chiuso gli occhi. Dovevi fare l'allenatore.
Sal. Pe.
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