|
MESSINA - L'uomo simbolo della rinascita ora somiglia a un boomerang per la società. Quel Di Napoli che avrebbe dovuto risvegliare dal torpore la città del pallone tira le orecchie all'Acr, chiedendogli chiarezza. Non ha ancora le valigie in mano Re Artù, ma potrebbe iniziare a prepararle se l'incontro a breve con la proprietà non smusserà qualche spigolo. Ma qual è il vero problema che l'Acr deve risolvere? "Non è un solo problema - spiega Di Napoli - sono tanti piccoli problemi organizzativi che messi insieme creano malumore all'interno del gruppo. Io prima della gara contro il Castrovillari avrei voluto concetrarmi solo sulla partita, invece non è stato così".
I particolari li spiegherà di persona, in settimana, a Di Lullo e Di Mascio. Il presidente, intanto, preferisce stemperare. "Si vuole creare una turbativa che non c'è. Comunque la società è disposta a risolvere qualsiasi problema, purchè sia un fatto reale e non un capriccio". Poi spiega la sua assenza domenica scorsa al San Filippo: "Ho ceduto il mio posto a chi era più utile per lo svolgimento della partita, visto che erano disponibili sono trenta accessi allo stadio, squadra compresa". Ma sull'assenza di Fabiani e sui rapporti attuali con lui, aggiunge solo: "Lo abbiamo visto mercoledì a Roma, per il resto chiedetelo a lui...".
Detto fatto. Allora, Fabiani, come vanno le cose con l'Acr Messina? "Come dovrebbero andare? Nessun problema, per carità. Sono e resto un collaboratore esterno. La polemica Di Napoli? Andiamo avanti, tranquilli".
- Si parla di problemi organizzativi, legati anche alla foresteria dello stadio.
"E io che centro? Comunque parlatene con la società. Io con loro mi sento e mi vedo di solito a Roma. Di queste cose non ho finora parlato".
Fin qui Fabiani, Incomprensioni con la società? Balle. Meglio così. Intanto Di Mascio annuncia una conferenza stampa in settimana, con uno slogan: "Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Qui parlano tutti, criticano la società, ma a Messina nessuno mette neanche cento euro".
Sal. Pe.
|